Opera Pia Michelerio

 

L'Opera Pia Michelerio cessò l'attività nel 1971 e da allora vennero meno le necessarie opere di manutenzione dell’edificio.

Ilcomplesso è stato occupato fino alla fine degli anni ‘80 da diverse piccole attività, prevalentemente a carattere artigianale e commerciale.

Nel 1992 l’Opera Pia Michelerio mette in vendita l’immobile, oramai in condizioni di abbandono e di accelerato degrado, che viene acquistato dallo I.A.C.P., ora Agenzia Territoriale per la Casa di Asti: questa promuove la redazione di un piano particolareggiato da parte del Comune di Asti, che si propone di ridare vitalità al complesso del palazzo Michelerio e di permettere alla comunità di goderne gli spazi. Il Palazzo Michelerio diventerà quindi un polo di attività commerciali e culturali ed un importante patrimonio per tutta la città di Asti, in coerenza con gli ideali di chi in esso originariamente operò.

Attualmente è anche sede del Museo Paleontologico Territoriale dell’astigiano, mueseo che possiede una collezione paleontologica molto ricca, composta, oltre che dai reperti esposti, da oltre 14.000 campioni di proprietà statale e di provenienza astigiana. Di assoluto rilievo  è la collezione completa dei cetacei fossili dell'astigiano ritrovati negli ultimi 60 anni in Piemonte, una delle più importanti d'Italia. Si possono citare: la Balenottera di Valmontasca (Vigliano d'Asti) (Balaenoptera acutorostrata cuvierii), la Balena di S. Marzanotto d'Asti (la Balena di Chiusano d'Asti, la Balena di Portacomaro, il Delfino di Settime (AT) (Septidelphis morii).

 Il Comune di Asti ringrazia l'ATC - Agenzia territoriale per la casa di Asti e l'Ente Parchi e Riserve Naturali di Asti che hanno gentilmente concesso l’utilizzo del Palazzo del Michelerio  

 

La fondazione del Palazzo del Michelerio risale al 1524, per volontà della nobile famiglia astigiana dei Guttuari, su progetto di Vincenzo Seregno, ingegnere della Fabbrica del Duomo di Milano. Negli anni successivi, nobili devoti del monastero arricchirono l'edificio. In particolare il canonico della cattedrale Alfonso Asinari, nel 1612, per disposizione testamentaria, commissionò le pitture della cappella della chiesa dedicata alla Natività di Nostro Signore. Nella seconda metà del settecento l'edificio fu ulteriormente ampliato ad opera dell'architetto Giovanni Maria Molino, ma senza alterare le forme cinquecentesche del cortile e del loggiato. Quest'ultimo, a due ordini di arcate compartite da pilastri, è considerato, insieme al chiostro dei canonici Lateranensi di Santa Maria Nuova, il capolavoro dell'architettura del Cinquecento ad Asti. Nel 1802, in seguito alla soppressione dei monasteri imposta dalle autorità francesi occupanti, il complesso passò al Demanio Nazionale. Tale istituto aveva lo scopo di accogliere ed ospitare gli orfani di Asti e del suo circondario, allevarli cristianamente ed insegnare loro un mestiere. L'Opera Pia Michelerio cessò l'attività nel 1971.

Questo spiega perchè, per gli Astigiani, l'edificio ha anche una forte attrattiva affettiva ed emotiva. e' un "luogo del cuore", intensamente segnato dal ricordo delle sue vicende e dei suoi ospiti.