La corte solidale

Arriviamo dalla città, da città diverse. Carichi di sogni, di un desiderio che accomuna molti “cittadini”: cambiare ritmo, sperimentare nuovi stili di vita.

Molti di noi hanno cambiato lavoro, coerentemente con un processo di ricerca che investe tutti i piani dell'esistenza.

Allora ci si rivolge ai bisogni primari, il diritto a un cibo sano che non sia un lusso. L'autoproduzione diventa una strada possibile, ci avviciniamo all'agricoltura da neofiti curiosi ma con le idee chiare su ciò che NON vogliamo: non vogliamo un'agricoltura rivolta prevalentemente alla produzione massiva ad ogni costo. Crediamo piuttosto in un modo di coltivare rispettoso della Terra, che non depredi le risorse naturali, anzi tenda a rinnovarle.

Si potrebbe parlare di agricoltura biologica (e senza dubbio è un approccio che condividiamo pienamente), ma in realtà è piuttosto la riscoperta dell'unico modo possibile di vivere in equilibrio con un territorio fragile come quello collinare, dove natura e intervento dell'uomo si integrano alla perfezione. Anche solo un secolo fa, chi viveva in questi luoghi era consapevole del proprio compito di “custode del giardino”; sapeva di dover attingere con misura alle risorse naturali – la legna nel bosco, l'acqua, le erbe spontanee – in caso contrario ne sarebbe andato della sua stessa sopravvivenza.

Questo stile eco-logico (ovvero col “pensiero rivolto all'ambiente”) è quello che stiamo cercando di riprodurre anzitutto nella nostra esistenza quotidiana e, conseguentemente, che vogliamo trasmettere come valore didattico ai tanti amici e visitatori che transitano per la Comunità di Berzano.