Gaetano Solenghi

Gaetano Solenghi è diventato un vignaiolo grazie a un dono. Verso la metà degli anni 80 del secolo scorso la zia paterna Maria Teresa gli regalò una piccola vigna in Val Tidone e Gaetano, seguendo il lavoro e i consigli del vecchio contadino, ha iniziato ad apprendere i segreti della viticoltura. Dopo tanti anni la superficie vitata è rimasta la stessa (3 ettari), ma ora in vigna, c’è anche il figlio Nicola. Tutte le lavorazioni sono svolte manualmente e nel massimo rispetto della natura. Basse rese ottenute attraverso severe potature e un importante diradamento dei grappoli. Né concimi né diserbanti, solo zolfo e prodotti di copertura a base di rame in funzione antiparassitaria. Le uve coltivate sono quelle tipiche del territorio: Malvasia Bianca di Candia Aromatica e Ortrugo a bacca bianca, Barbera e Croatina a bacca rossa.Anche in cantina l’approccio è artigianale: uso di lieviti indigeni e vinificazione che assecondi nel modo migliore il fenomeno naturale della fermentazione alcolica. I vini frizzanti sono prodotti col metodo tradizionale della rifermentazione in bottiglia. I rossi con lunghe macerazioni sulle bucce e imbottigliamento senza filtrazione né chiarifica. Tempo è la parola chiave per entrare nel mondo dei vini di Gaetano: bisogna saper aspettare, ma l’attesa sarà ripagata da grandi soddisfazioni. L’idea è produrre vini che da un lato fossero l’espressione più tipica della tradizione piacentina, dall’altro si allontanassero dallo stile prevalente dei vini del territorio. La Barbera L’Attesa e il Gutturnio Riserva esprimono pienamente la filosofia del produttore. Sono vini ricchi e strutturati, complessi e persistenti, seri, a tratti austeri, dalle inaspettate potenzialità di invecchiamento. Due dei migliori esempi di ciò che possono dare i migliori terroir del Piacentino.