Saccoletto

Daniele Saccoletto

Basta ascoltare: “Sono la passione e l’amore che ho per coltivare la vite e fare il vino che mi fanno alzare presto al mattino e stare alzato fin tardi la sera, sono la vita all’aria aperta nelle
giornate limpide dove dalla vigna in Cornalasca si vedono il Monviso e il Monte Rosa. È la
calma silenziosa dei pomeriggi assolati d’estate ma anche le giornate nebbiose in vendemmia,
gli amici che condividono un’ora di pausa con pane aglio uva e gorgonzola, il pasto frugale
dei vendemmiatori! È il profumo del mosto che balbetta fermentando in cantina, il momento
che assaggi un vino prima di imbottigliarlo, l’emozione vera che provi quando ti rendi
conto che non è soltanto buonissimo, ma è molto di più, è come raggiungere la cima della
vetta e guardare giù esclamando dentro di te: ce l’ho fatta! È la soddisfazione che ti dà una
persona che mentre ti assaggia il vino prova sensazioni, è la telefonata di Luigi Veronelli che
è stupito dal Grignolino Cornalasca, ma anche il mio amico Carlo di Susegana che mentre
beve l’Aurum dice: se bon come far l’amor!”. Daniele Saccoletto - nonni viticoltori in Veneto
- continua l’arte di famiglia prima con il fratello poi da solo: coltiva in ambito biologico senza
diserbo e pesticidi, usando tecniche e prodotti anche del passato, e limitando il più possibile la solforosa in bottiglia.